San Valentino dei “5 sensi”: la mia food experience a Bibendum

Luglio 19, 2019

San Valentino rientra tra le “ricorrenze comandate” per cui non provavo particolare ammirazione ma quest’anno, dopo l’invito alla food experience firmata Bibendum, ho dovuto ricredermi e lasciare che i miei sensi vivessero appieno questa esperienza.

Bibendum nasce dal fortunato incontro tra la mente creativa di Marta Pulini, executive chef che nel 1999 ha ricevuto il titolo di “Miglior Chef Femminile” dalla guida Veronelli e l’estro artistico di Sabrina Lazzareschi, un’alchimista di stile e gusto in senso lato. Al loro fianco un team di persone competenti ed esperte tra chef e professionisti del settore, tra i quali la referente wedding Alessandra Giallombardo.

L’esperienza culinaria proposta il 14 febbraio è andata ben oltre le mie aspettative, sia in termini di accoglienza ma soprattutto in termini di allestimenti e di gusto, in sintesi: di coinvolgimento sensoriale.

Mi sono subito sentita partecipe e a mio agio sin dall’inizio. Infatti, come solo delle vere padrone di casa sanno fare, siamo stati accolti con la consegna di un cadeau dall’alto valore simbolico: una chiave realizzata artigianalmente.

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La meraviglia si è acuita alla visione dei vari corner allestiti per la serata.

Il corner delle acque aromatizzate con il loro profumo ammaliante all’interno di grandi ampolle, ricche in dettagli e finiture sapientemente studiate dal punto di vista cromatico, è stato una gioia per la vista e l’olfatto.

Il corner dell’open bar con una selezione di pregiati gin e rum, serviti in bicchieri di coccio realizzati ad hoc, perfettamente contestualizzato col tono della serata elegante ma allo stesso tempo brioso.

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E poi il corner dei pani simbolo della condivisione e della convivialità per eccellenza, realizzato con di materie prima di altissima qualità provenienti da produttori locali in linea con quella che è la filosofia di Bibendum, da accompagnare ad una deliziosa selezione di formaggi da cui non mi sarei più staccata!

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La vera sorpresa è stata però il centrotavola gastronomico (che abbiamo avuto modo di gustare seduti ad un impeccabile tavolo imperiale) di cui tanto avevo sentito parlare.

Un centrotavola da “toccare” e da scoprire assaggio dopo assaggio mi ha regalato un momento di convivialità unico ed ineguagliabile.

Un’esplosione di bellezza in cui profumi e colori si fondono generando un’esperienza culinaria che in pochi riuscirebbero ad elaborare e che Bibendum ha realizzato in modo ineccepibile.

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La food experience organizzata da Bibendum è stata una scoperta continua.

Il piacere di toccare il cibo, di sentirne gli odori, di vederlo in tutta la sua naturale bellezza e cedere alla seduzione di accostamenti, combinazioni e contaminazioni esotiche, insolite e mai azzardate.

A far da cornice a questa meravigliosa serata, una scelta meticolosa di vassoi, ciotoline, supporti, foglie e fiori abilmente combinata al menù proposto.

Quello di Bibendum è un “sistema” perfettamente funzionante.

Ciascun professionista lavora in modo ottimale singolarmente per poter poi dar vita ad un lavoro di squadra impeccabile il cui risultato è un insieme armonico e perfettamete funzionante.

Credo che il termine food experience sia stato ormai abbondantemente usato e a tratti persino abusato. Non tutti, ahimè, hanno la sensibilità di comprendere il potenziale emozionale che ha il cibo nella sua natura più autentica.

L’esperienza gastronomica proposta da Bibendum riesce invece ad incarnarne pienamente l’essenza.

Guya Weddings

Credit: Bibendum; Andrea Liverani.